I principi della Biontologia

Il termine Biontologia, coniato dallo stesso Henri Chenot, è “lo studio dell’essenza della vita e della sua evoluzione”.
La Biontologia nasce dalle conoscenze della medicina cinese, coniugate con le tecnologie più evolute
della medicina occidentale.
Una visione finalmente complessiva della macchina-uomo, per operare sull’equilibrio tra mente, inconscio
e corpo fisico, attenuando i problemi e i segni dell’invecchiamento, della stanchezza, dell’intossinazione organica.

L’ invecchiamento.

L’invecchiamento delle cellule, dei tessuti e dei nostri organi è un fatto inevitabile.
I primi segnali sono la disidratazione dei tessuti e della pelle, l’accumulo dei grassi nei vasi sanguigni, la diminuzione delle funzioni muscolari, delle funzioni cerebrali, nervose, digestive e l’abbassamento delle difese immunitarie.
L’invecchiamento è un fenomeno intimamente legato al nostro stile di vita, all’uso che facciamo del nostro corpo e soprattutto alla qualità della nostra alimentazione: il carburante che, bruciando, deve produrre energia ma senza inquinare l’organismo.

L’intossinazione organica.

Ogni giorno il nostro organismo metabolizza il cibo e produce energia ma anche tossine, provocando così
il “deterioramento” e l’invecchiamento
.
Questo processo può essere aggravato da fattori ereditari o particolari condizioni ambientali, da un’impropria attività fisica o una scorretta alimentazione, dall’uso superfluo di medicinali.
Si genera così una tossinemia che riduce la vitalità delle cellule, dei tessuti e più in generale la funzionalità dei nostri organi.
Un organismo così deve e può essere riequilibrato. Intervenire in tempo può realmente rallentare il processo di invecchiamento.

La stanchezza.

Esistono cinque tipi di stanchezza, con cause, conseguenze e modalità di recupero diverse.
Stanchezza fisica, la meno impegnativa per l’organismo e più semplice da recuperare.
Stanchezza sensoriale, derivata da un impegno intellettuale o da una aggressione prolungata ai nostri sensi (luci, suoni…), più profonda ma egualmente recuperabile con il riposo.
Stanchezza emozionale, dovuta a stress nei rapporti interpersonali o sovraccarico di tensione. Anche per quest’ultima, il riposo di corpo e mente sono fattori essenziali.

Stanchezza mentale, derivata ad esempio dalla carenza di sonno: può portare a disturbi funzionali o a malattie degenerative, se non trattata con metodiche mirate quali la bioanalisi o le tecniche di respirazione.

Stanchezza fisiologica: l’insieme di alcune o tutte le precedenti.
È la più complessa da trattare, attraverso l’uso di tecniche mirate di rilassamento dolce, di sonno, di un regime alimentare dal limitato apporto nutritivo in grado di detossinare l’organismo.

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